Dito a scatto
Il dito a scatto è una tenosinovite stenosante ed è l’espressione di un conflitto meccanico (contenente-contenuto) tra le guaine tendinee e i tendini stessi.
Cosa è il dito a scatto?
Il dito a scatto è una tenosinovite stenosante ed è l’espressione di un conflitto meccanico (contenente-contenuto) tra le guaine tendinee e i tendini stessi. Le guaine tendinee da fattore di protezione diventano fattore di malattia. I tendini flessori delle dita sono circondati da una sottile membrana la guaina sinoviale che favorisce lo scorrimento all’interno del canale. Tale canale in questa condizione patologica risulta in alcuni tratti ispessito.
Il ripetersi di questo passaggio “difficoltoso” determina il persistere dell’infiammazione tendinea e quindi il progressivo aumento di volume dei tendini già ingrossati, creandosi così un circolo vizioso che mantiene il processo infiammatorio.
Come si manifesta?
Compare il più delle volte spontaneamente senza causa apparente.
Dovuta a sollecitazione dei movimenti ripetuti continui che possono causare dei microtraumi (sportivi, musicisti, artigiani, smartphone).
A volte può essere secondario e compare in associazione ad altre patologie.
Quali soggetti colpisce maggiormente?
L’età media d’insorgenza è tra i 40-60 anni. Può colpire le donne in gravidanza (per maggiore ritenzione idrica) e anche i bambini; solitamente al pollice nei primi mesi di vita (dito a scatto congenito o pediatrico). Colpisce maggiormente il pollice, medio e anulare; può manifestarsi in più dita contemporaneamente!
Sintomi
Lo scatto avviene più frequentemente al mattino, Alla palpazione della regione palmare vi è un nodulo che si muove durante il movimento del dito. Il dolore alla presa di oggetti con una circonferenza che va ad impattare sulla puleggia.
Il paziente riferisce “lo scatto” a livello dell’interfalangea prossimale delle dita quindi in sede distale alla reale sede del problema. Nelle forme più severe il paziente deve estendersi il dito con l’altra mano.
Trattamento conservativo
Si consiglia principalmente nello stadio 1 e 2 secondo la classificazione di Green:
Tutore su misura notturno e diurno per 6/8 settimane.
Terapia manuale e stretching.
Infiltrazioni locali di cortisone.
Trattamento chirugico
L’intervento consiste nell’apertura del tunnel fibroso (puleggia A1) per mezzo di una piccola incisione trasversale sul palmo della mano.




